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Tratto dal sito: http://it.wikipedia.org/wiki/Sufismo IndiceTratto dal sito: http://it.wikipedia.org/wiki/Sufismo Il sufismo viene a volte definito come l'unione antica del cristianesimo e del neoplatonismo, che diede vita ad una forma di ricerca interiore, il misticismo dell'Islam, rifiutata dalla maggior parte dei musulmani e seguita per lo pi da una minoranza islamica e da alcuni sciiti. Il sufismo la scienza della conoscenza diretta di Dio; le sue dottrine e i suoi metodi sono derivati dal Corano, anche se il sufismo utilizza concetti derivati da fonti tanto greche come persiane antiche e ind. Quindi, malgrado le idee prese in prestito da culture e religioni precedenti, si pu affermare che l'essenza del sufismo sia prettamente islamica. Il Sufismo o Tas wwuf la forma di ricerca mistica tipica della cultura islamica EtimologiaIl termine arabo "tasáwwuf" deriverebbe dalla lana (in arabo sef ) con cui erano intessuti gli umili panni dei primi mistici musulmani che per questo vennero chiamati "sufi", ma un'altra etimologia si rif al vocabolo suffa, "portico" antistante la casa-moschea di Muhammad a Medina, sotto il quale si raccoglievano alcuni pii musulmani, ospitati volentieri dal Profeta per la loro povert che s'accompagnava a un atteggiamento assai pio. Altri riconducono il termine all'arabo safá' (purezza) o si richiamano alla collocazione dei sufi 'in prima fila' ( saff al-awwal ) al cospetto di Dio. Diffusione e caratteri del SufismoIl tasáwwuf - che ha in sé, forte, il concetto dell'esoterismo (da cui andranno per espunti i cascami ideologici che spesso al termine s'accompagnano) - fenomeno trasversale e diffusissimo nell'Islam, per quanto poco avvertibile all'occhio laico a causa della grande riservatezza osservata dai praticanti. Il suo grande successo, come nell'Ebraismo, deriva in modo tutt'altro che secondario dalla particolare struttura fideistica delle due religioni semitiche, entrambe convinte della letterale Rivelazione ai Suoi profeti da parte di Dio della Sua precisa volont . Il tasawwuf particolarmente diffuso nel sunnismo e assai meno nello sciismo, in cui sono attive infatti solo due confraternite islamiche, la Ni'matullÄhiyya e la Dhahabiyya, a fronte delle decine di confraternite sunnite tuttora operanti. Ci dipende essenzialmente dal fatto che, per conoscere Allah e la Sua volont , lo sciismo pu stabilmente contare sull'attiva opera dei suoi dotti che, se non costituiscono un formale sacerdozio, come il resto dell'Islam, hanno acquistato per un incontestabile profilo di tipo clericale per il fatto che i loro ulema di maggior dottrina, e in particolar modo i marja' al-taqlid, sono ispirati in modo ineffabile dall'"imam "nascosto". Nell'Islam sunnita la totale mancanza di sacerdozio e di una classe di tipo clericale che possa assolvere alla funzione intermediatrice fra Dio e le Sue creature comporta una ricerca di Dio e della Sua volont assai pi faticosa e rischiosa. E' dunque perfettamente normale, legittimo e doveroso per il sufismo che il musulmano ricerchi personalmente quale sia la volont di Dio, obbedire alla quale permette di evitare il peccato che, nell'Islam, altro non è se non la disubbidienza alle Sue disposizioni (tant' vero che muslim, "musulmano", significa proprio "chi si assoggetta alla Volont di Dio"). Un metodo che si pu validamente affiancare al recepimento di quanto suggerito dagli ulema perci quello dell'indagine personale, da conseguire tramite una lunga disciplina spirituale e mentale che - senza far trascurare lo studio della dottrina esoterica ufficiale - possa aprire la Via esoterica verso Dio (il termine tarÃqah ha questo significato, oltre a significare confraternita islamica), per imboccare e percorrere la quale sar necessaria l'opera educativa di un Maestro che funga da "guida". Il sufismo rappresenta l'atteggiamento pi individualistico della pietas musulmana, la quale si manifestata, oltre che in questa forma mistica, anche come protesta - con gli sciiti -e in forme pi storicizzate, come nell'opposizione delle sette religiose contro i marwanidi, fedeli a Marwan, califfo in Siria dal 684 al 685 imposto dalle trib dei Kalb al posto di Ibn-az-Zubayr. Dato che quest'ultimo era il legittimo successore di Yazid I, Marwan fu da alcuni considerato un anticaliffo e pertanto contestato. Il sufismo la scienza della conoscenza diretta di Dio; la sua dottrina e i suoi metodi derivano dal Corano, ma il sufismo fa anche libero uso di concetti e paradigmi derivati da fonti greche e hind. Dalla shahada, uno dei pilastri dell'Islam, ovvero la percezione che solo la Realt Assoluta reale, principio informatore dell'Islam, discende la coincidenza di questa Realt Assoluta con l'intera creazione e ci d ragione dell'essenza sostanzialmente islamica del sufismo, malgrado tutte le influenze provenienti da altre culture. E' vero che certe scuole di pensiero, persiane in particolare, svolsero una funzione di catalizzatore delle potenzialit mistiche dell'Islam. Ma il sufismo resta il "vero" cuore dell'Islam e lo si ritrova in tutto il mondo islamico come la pi pura dimensione interiore. Il sufismo conserv il suo carattere di pietas individuale anche quando il pensiero filosofico fu integrato all'Islam. Comunque, per i sufi, il grande e unico maestro resta il Profeta Maometto, che trasmise ai suoi compagni la báraka (che significa 'benedizione') ricevuta da Dio; questi a loro volta la tramandarono alle generazioni successive, creando cos la catena iniziatica, la cosiddetta sÃlsila. Tutti gli autentici ordini sufi sono legati l'uno all'altro in questa catena. Le riunioni spirituali sufi sono cos descritte, con parole attribuite al Profeta: "Chiunque si riunisca con altri per invocare il nome di Dio, verr circondato da angeli e dal furore divino, la pace scender su di loro e Dio ricorder questa assemblea". Nella sÃlsila dei sufi, anche Ali, cugino e genero del Profeta Muhammad, ha un ruolo fondamentale, indipendentemente dalla sua importanza come primo Imam degli sciiti. Viene infatti considerato fonte di dottrina esoterica subito dopo il Profeta, ma soprattutto portatore di una concezione particolarmente intensa della pietas musulmana, insieme alla nobilt d'animo e alla profonda conoscenza che distinguono gli sciiti dai sunniti, almeno nella loro autopercezione. StoriaStoricamente, i sufi si sono raggruppati in organizzazioni chiamate tawa'if (pl. di ta'ifah) e anche, con un termine pi conosciuto, turq (pl. di tarqah, "via"). Il termine tarqah ormai un vero e proprio termine tecnico che sta ad indicare la via esoterica dell'Islam. Turq sono pertanto le congregazioni di discepoli o confraternite islamiche che si riuniscono intorno ad un maestro per prendere parte agli esercizi spirituali (majlis) nei cenobi, denominati secondo la posizione geografica ribt, zawyah, khnaqah, o tekke. Alcune delle congregazioni pi famose risalgono ai secoli XII e XIII, ma ne esistono anche di moderne. Da una prima fase in cui l'esperienza sufi rest caratterizzata da un forte individualismo (RÄbia al-Adawiyya, MarÅ«f al-KharkhÄ«, al-HÄrith al-MuhÄsibÄ«, DhÅ« l-NÅ«n al-MisrÄ«, Sahl al-TustarÄ«, al-Junayd ibn Muhammad), si pass verso il XII secolo alla creazione di turúq, con un numero pi o meno ampio di discepoli (murd, pl. muridùn ) radunati attorno a un Maestro (shaykh in arabo, pir in persiano - che significano entrambi "anziano" - e dede in turco, lett. "nonno"). Di esse si ricordano in particolare la QÄdiriyya, fondata nel XII secolo da Abd al-QÄdir al-JÄ«lÄnÄ«; la Suhrawardiyya, fondata nel medesimo secolo da ShihÄb al-DÄ«n al-SuhrawardÄ«; la Rifa'iyya, fondata da Ahmad al-RifÄÄ« ancora nel XII secolo come la Kubrawiyya, fondata da Najm al-Din Kubra, la Shadhiliyya, fondata da AbÅ« l-Hasan al-ShÄdhilÄ« nel XIII secolo, la Mawlawiyya, fondata nel XIII secolo da JalÄl al-DÄ«n RÅ«mÄ« di Konya, nota per i suoi dervisci roteanti; la Cishtiyya fondata da MuÄ«n al-DÄ«n CishtÄ« e, forse la pi vivace negli ultimi tempi, la Naqshbandiyya, fondata da BahÄ al-DÄ«n NaqshbandÄ«, entrambe queste ultime attive dal XIII secolo. Altri rami si sono innestati su quelli principali, il caso della "Jarrahiyya" fondata da Nur al-DÄ«n al-JarrÄhÄ« (1678-1721) - riforma dell'ordine "Khalwatiyya" (da cui la denominazione Jerrahi Halveti) fondata da Umar al-KhalwatÄ« o, secondo altri, da Muhammad ibn NÅ«r al-BÄlisÄ« o, ancora, da YahyÄ al-ShirwÄnÄ« al-BÄkÅ«bÄ«[1] - . Sufi famosiIl primo grande nome di sufi quello di Hasan al-Basri (642-728). Di lui nulla ci pervenuto, se non tramite le citazioni di altri autori. Nato a Medina, figlio di un liberto, si stabil a Bassora, dove divenne famoso per la sua profonda preparazione culturale e attrasse a s molti seguaci e studenti. Era l'epoca omayyade e la sua mente fu un crogiuolo di intuizioni teologiche, mistiche e giuridiche che, pi tardi, sarebbero confluite in discipline diverse. E' una figura importantissima nella trasmissione dei vari hadith, perch aveva conosciuto personalmente il Profeta. Gran parte delle catene iniziatiche sufi passano per lui. E' anche famoso per aver affermato che il mondo un ponte sul quale si passa, ma su cui non conviene costruire nulla. Le prescrizioni da lui dettate ai discepoli erano particolarmente severe e improntate a una rinuncia quasi totale del mondo e dei beni terreni, al superamento delle passioni e alla ricerca di una vita moderata. Grande sostenitore del digiuno, si dice che si stupisse non di come la gente si perdeva, ma di come potesse essere salvata. Altri nomi di sufi famosi sono al-Giunayd (m. 910), al-Gilani (m.1166), Abu Madyan (m. 1198) e l'imam ash-Shadhili (m. 1258). Quest'ultimo escogit un approccio intellettuale al sufismo. Altri grandi teorici furono Ibn Arabi, del secolo XIII, le cui capacit dialettiche non riuscirono a scalfire minimamente l'intensissima dimensione spirituale espressa dal Hasan al-Basri; Gialal ad-Din ar-Rumi, al-Gilli, al-Ghasali, Ibn Ata Allah: tutti costoro hanno lasciato abbondante materiale scritto accanto agli insegnamenti orali, da cui possibile desumere la dottrina sufi nella sua sua interezza. L'uomo di punta del sufismo fu comunque al-Ghazali (m. 1111), il grande teologo dell'islam, al contempo giurista e sufi riconosciuto. Nella sua opera al-munqidh min ad-dalal (il salvatore dall'errore) descrive il proprio interesse per il sufismo in questi termini: "Quando rivolsi il mio interesse verso il sufismo, sapevo che non avrei potuto percorrerlo tutto senza sperimentare sia la dottrina che la pratica e che il senso fondamentale di tale insegnamento consiste nel superare gli appetiti della carne, liberandosi da ogni cattiva disposizione e brutta qualit . Solo cos, infatti, il cuore libero di essere posseduto da Dio. Sapevo anche che il mezzo per liberare il cuore da ogni male il dhikr Allah e la concentrazione di ogni pensiero su di Lui. Ci che accadde fu che la dottrina mi risult pi semplice della pratica, cosicch cominciai ad imparare le regole dei loro libri e i detti degli sheikh, finch ne seppi a sufficienza e mi resi perfettamente conto che ci che veramente caratteristico di questa dottrina non pu essere imparato, ma pu solamente essere raggiunto per esperienza diretta e immediata, attraverso l'estasi e la trasformazione interiore. (...) non c'era modo di raggiungere la conoscenza vera del sufismo se non conducendo una vita mistica. Ma gli interessi mondani mi pressavano da ogni parte." A questo punto della sua vita, al-Ghazali si confina per due anni in una stanza della moschea maggiore di Damasco, lasciando ogni cura del mondo: insegnamento, figli e amicizie. Il munqidh min ad-dalal descrive questa ricerca interiore, mentre la ihya 'ulum ad-din (il risorgimento delle scienze religiose) la sua summa sulle religioni. Al-Ghazali giunger alla conclusione che i sufi sono i veri eredi del Profeta, essendo gli unici che potevano raggiungere la conoscenza diretta di Dio, ma questa conoscenza era viabile solo attraverso la mediazione della teologia e della legge. Perci egli ne divenne il pi strenuo sostenitore. Grazie a lui, l'islam risolse la contraddizione intellettuale esistente tra mistica, teologia e questioni legislative. Contrasti nell'ambito del mondo musulmano
La grande diffusione del sufismo non tuttavia sempre
vista di buon occhio dai musulmani ortodossi che ne
sospettano talora una deriva antinomistica che porterebbe a
trascurare il dispositivo formale della Legge religiosa in
modo considerato arbitrario e peccaminoso. Letteratura del sufismoIl sufismo ha prodotto nei secoli una letteratura pressoch sterminata che si espressa principalmente nell'ambito della letteratura araba e della letteratura persiana, ma ha trovato espressione anche in molte altre lingue (turche, indiane, maleo-indonesiane ecc.). Tra i generi coltivati si annoverano: i libri devozionali (preghiere, meditazione, esercizi spirituali ecc.); i testi agiografici, contenenti le biografie e le sentenze dei sufi pi noti; i testi che illustrano le dimore o stazioni della via spirituale; infine, i trattati teorici di vario argomento, spesso di natura apologetica. Un'altra tipica espressione del sufismo nella letteratura in versi che annovera poeti di prima grandezza sia di espressione araba (Ibn al-Farid, Ibn 'Arabi) che persiana (Farid al-Din al-Attar, Rumi, Hafez, Gohar Shahi). Vedasi in proposito la bibliografia. Note
Tratto dal sito: http://it.wikipedia.org/wiki/Sufismo
Tratto dal sito http://www.sufi.it/sufismo/sufi.htm Chi sono i Sufi La parola "Sufi" ha una triplice etimologia:
1) gli "ahl us-Suffa" erano "quelli della veranda",
i Compagni del Profeta (s.A.'a.s.)
Muhammad (Su di loro siano le benedizioni e la pace) che
avevano lasciato tutto pur di vivere quanto pi vicino al
Profeta (s.A.'a.s.). Risiedevano sotto una veranda fuori
della casa di Aisha. 2) "Suf" vuol dire lana. I Sufi dei primi secoli erano asceti che vivevano nei deserti vestiti di una lunga tunica di lana, loro unica propriet , insieme al secchiello per l'acqua. Questa tunica era ovviamente logora e rattoppata. Queste toppe, cento come i nomi di Allah menzionati nel Corano, in epoca pi tarda divennero colorate, fino a diventare il "costume" tipico del "Dervish" (poverello) del medioevo. Se vi capitato di vedere nelle nostre strade i Muridi Baifal senegalesi potete capire come questa tradizione sia ancora viva.
3) "Safa" vuol dire purezza: i Sufi sono i Puri. Per questo se chiedete a uno se un Sufi, non sentirete mai dire di s, perch chi lo , per modestia non lo dice. I Sufi quindi sono parte integrante della Storia delle religioni, nati al tempo del Profeta (s.A.'a.s.) che era il continuatore del messaggio di Ges, Salomone, Davide, Mos, Abramo, No, Idris (Ermete trismegisto), Adamo, ecc. (Su di loro tutti siano le benedizioni e la pace). Fino al secolo scorso, prima dell'avvento del pensiero modernista e riformatore, foriero delle disgrazie e le violenze attuali, nei paesi musulmani "'Ilm ut-Tasawwuf" (Scienza del Sufismo) era materia di insegnamento nelle universit islamiche (perch a cosa servono Imam, Dottori della Legge pieni di orgoglio, superbia, miseri di cuore, invidiosi, ecc.?!!) Gli Imam, come tutti del resto, erano socialmente invitati a sottomettersi non solo allo studio di libri, ma anche alla pratica della Scienza della Purificazione dei Cuori, per raggiungere le Virt dell'Eccellenza (Ihsan) nelle mani di uno Shaikh Sufi. Naturalmente vi sono stati tempi in cui, per manifestare l'ipocrisia imperante, i Sufi hanno dovuto proferire affermazioni iperboliche tali da poter suscitare una reazione, per questo alcuni, ma solo alcuni, sono stati tacciati di eresia. Ma come ben sapete, la Verit non e' per tutti... Notate ad esempio questi versi di Ibn l-'Arabi contenuti nel "Tarjumn Al-Ashwq":
Il mio cuore divenuto capace di accogliere ogni forma
Dal "Il segreto dei segreti"- Sirr al-asr r- di 'Abd
al-Q dir al-Jìl n
La prima lettera T st per
Tawba, ovvero "pentimento", che il primo passo
sulla Via.
Quando l'esistenza contingente unita all'esistenza
eterna, non pu essere pi concepita come un'esistenza
separata; quando tutti i legami terreni sono abbandonati e
si è in unione con All h, con la Realt divina, si
riceve una eterna purezza , non si pu pi essere
biasimati e si diventa uno dei "compagni del giardino, dove
dimorano per sempre" (Cor.VII, 42), "coloro che credono ed
operano rettamente" (ibid.) . Imam Shafi'i (il fondatore di una delle quattro scuole giuridiche ortodosse) disse:
Faqihan wa sufiyyan fa kun laysa wahidan
Sii un faqih (giureconsulto; esperto nella Legge Sacra) ma
anche un sufi: non essere solo uno dei due! Mentre Imam Malik (altro fondatore di una delle quattro scuole giuridiche ortodosse) disse:
Man tasawwafa wa lam yatafaqqa fa qad tazandaqa
Chi segue il Sufismo ignorando la Legge diviene un perverso, Cos' il Sufismonelle parole dei Maestri Sufi
In verit egli (il sufi) come la terra, calpestata
dai pii e dagli empi, come le nubi, la cui ombra si
estende su ogni cosa, come la pioggia che bagna ogni cosa
(senza distinzione).
Il Sufismo abbendonare quello che hai nella testa, donare
ci che hai nella mano e non ritrarti da ci che
sopravviene.
La conoscenza di Dio non si pu ottenere cercandola;
tuttavia solo coloro che la cercano la trovano.
Sufismo consiste nel ristabilirsi nello stato di equilibrio
di prima che si entrasse nell'esistenza.
Sufismo consiste nell'essere con Allah, senza attaccamenti
per nulla che non sia Lui.
Il Sufismo consiste nell'abbandonarsi a Dio in conformit
con ci che Dio vuole.
Il Tasawwuf non un sistema costituito da regole o da
scienze, ma comportamento: se fosse una regola, potrebbe
essere fatto proprio con lo sforzo accanito, se fosse una
scienza, potrebbe essere acquisito con l'istruzione.
Sufismo consiste nel non possedere alcunch e che niente e
nessuno possegga te.
Sufismo consiste nel possedere tutte le qualit
dell'eccellenza del carattere (khulq) e lasciare
ogni qualit riprovevole.
Sufismo quando in ogni momento il servitore di Allah
in accordo con ci che pi appropriato (awla)
a quel momento.
Sufismo consiste nel raggiungere una stazione spirituale (nashr
maqam) ed essere nell'unione costante (ittisal
bi-dawam)."
Il Sufismo abbandonarsi all'attimo fuggente (waqt).
La scienza utile quella i cui raggi si dispiegano nel
petto e con la quale dal cuore tolto il suo velo
- Il tasawwuf questo: che le azioni (del sufi) non
tengano conto del s esse sono note soltanto ad Alláh;
che egli sia sempre con Alláh in un modo conosciuto
soltanto da Allh.
- Il sufi tale che, quando parla, il suo linguaggio l'essenza del suo stato, ci significa che quando parla non dice nulla senza essere egli stesso quel qualcosa; e quando tace il suo comportamento esprime il suo stato e traduce all'esterno il distacco di esso. (T.A. 126).
- Il tasawwuf un nome che include tre concetti.
-Il tasawwuf : nutrirsi parcarnente, riposarsi in Alláh e fuggire dagli uomini. (T.A., 264).
Abu Sa 'id al-Kharraz (+ 286 E.)
Summun al Muhlbb (+ 297 E.)
'Amr Ben 'Uthman Al-Makki (+ 291 E.)
Abu-L Hussayn An-Nuri (+ 295 E.) - I sufi sono coloro che si sono liberati dalle sozzure dello stato umano e si sono purificati dalla macchia dell'ego e liberati dalle brame; perci sono in pace con All h e sono situati nei primi ranghi della prossimit e nel grado pi elevato; sfuggiti da tutto ci che non sia Lui, non sono n padroni n schiavi. (T.A.). - Il sufi colui a cui nulla attaccato, e non si attacca a nulla. (T.A.). - Il tasawwuf non un sistema costituito da regole o da scienze, ma comportamento: (ci equivale a dire che) se fosse una regola, potrebbe esser fatto proprio con lo sforzo accanito, e se fosse una scienza, potrebbe essere acquisito con l'istruzione; invece un comportamento (analogico). Formatevi sull'azione di All¡h! Ma impossibile adeguarsi all'azione di All h per mezzo di regole o di scienze. (T.A.). - Il tasawwuf libert, generosit , assenza di autorepressione, e liberalit. (T.A.). - Il tasawwuf rinunciare a ogni acquisizione egoistica per conquistare la Verit . (T.A.). - Il tasawwuf odio per il mondo e desiderio del Signore. (T.A.).
Sufi non chi porta sempre il tappeto da preghiera, n
chi indossa vestiti rattoppati, n chi mantiene certe
abitudini e apparenze; ma Sufi colui che attira
l'attenzione di tutti, pur nascondendosi. Sufi colui che
durante il giorno non necessita di sole e di notte non ha
bisogno della luna. L'essenza del Sufismo l'inesistenza
assoluta che non necessita di esistenza, dato che non c'
esistenza oltre a quella di Allah." Abul Hassan Ali
ibn Jafar Al Kharqani, il grande Naqshbandi sheikh, possa
Allah santificare la sua anima e benedire il suo segreto. Legenda: R.: Tratto dalla Risalat al Qushairiyya di Imam Qushairi T.A.:tratto dalla Tadhkiratu-l-Awliyya di Fariduddin 'Attar Tratto dal sito http://www.sufi.it/sufismo/sufi.htm
Dalle Fatawa di Sheykh 'Abd al-Halim Mahmud: Sul Sufismo Shaykh 'Abd al-Halim Mahmud, il capo dell'autorit religiosa in Egitto (Shaikh al-Azhar) fino alla sua morte nel 1978, nel suo libro di dichiarazioni legali (Fatawa) mise in chiaro la natura del Sufismo nel modo seguente: Abu Bakr al-Kattani afferm nella sua defnizione di Sufismo (at-Tasawwuf) che (esso) consiste in comportamenti [di qualit elevata] (kuluq). Perci chi assume un comportamento che migliora in qualit , anche la sua purezza aumenter . Abu al-Hasan al-Nawawi affermava, "il Sufismo non consiste n in particolari usi, n nella conoscenza. Ma costituito da un comportamento [di qualit elevata] (kuluq). L dove costituito da consuetudini particolari, pu essere ottenuto attraverso lo sforzo (al-mujahada) e l dove costituito dalla conoscenza, pu essere raggiunto attraverso l'istruzione, Il Sufismo, tuttavia, consiste nell'assumere le qualit di Dio (aklaq-Allah). Shibli ha definito il Sufismo dicendo che il suo inizio la gnosi di Dio; e il suo punto finale la Sua affermazione di unit . E la definizione comprensiva nelle parole di Abu Bakr al-Kattani, il Sufismo purit e testimonianza. E il Sufismo cominci immediatamente con [l'avvento de] l'Islam. Questo perch l'Islam costituito da un comportamento nobile cos come da un'armonizzazione a Dio sia nelle faccende semplici che in quelle di enorme importanza. Trai primi Sufi dopo i Compagni [del Profeta] e i Seguaci [che sono succeduti a loro] ci fu Ibrahim ibn Ad'ham e Fudayl ibn'Ayyad. Come conseguenza della confusione della gente tra i termini asceta (zahid), adoratore ('abid), e Sufi, possiamo affermare quel che segue: l'asceta colui che si allontana dai beni del mondo e dalle sue cose piacevoli.. L'adoratore colui che pone attenzione nell'osservare gli atti di adorazione, come alzarsi di notte per pregare (al-qiyam), compiere le preghiere canoniche (al-salat), e cos via. Il Sufi sia un asceta che un adoratore. Cos il Sufi si astiene dal mondo, visto che al di l del punto in cui niente pu distrarlo da Dio. Ma il Sufi anche un adoratore per la sua costanza con Dio e il suo legame con Dio (possa Egli essere esaltato). Egli adora Dio perch Dio "adorabile", non per desiderio, n per paura. La santa donna Sufi Rabi'ah al-'Adawiya- possa Allah essere compiaciuto di lei- disse, "Oh Dio, se io Ti adorassi per paura del Tuo fuoco infernale, gettamici dentro. E se Ti adorassi per il desiderio del Tuo paradiso, impediscimi di entrarvi. E se Ti adorassi per amore del Tuo nobile volto, non proibirmi di vederTi." (Dalla Fatwa dell'Imam 'Abd al-Halim Mahmud, p. 334) Essenza e definizione del Sufismo: L'essenza del Sufismo la Verit , la definizione del Sufismo l'esperienza e la realizzazione disinteressata della Verit . Pratica del Sufismo: Il metodo del Sufismo l'intenzione e la determinazione ad andare verso la Verit con i mezzi dell'Amore e della devozione. Questo pratica ha per nome Tariqat, la via spirituale o il Cammino verso Dio. Che cosa un Sufi: Il Sufi l'innamorato della Verit ; colui che per mezzo dell'Amore e della devozione, va verso la perfezione di cui tutto il mondo realmente in cerca. Come lo necessita la dignit dell'Amore, il Sufi si distacca da tutto fuorch dalla Verit Reale. per questa ragione detto nel sufismo che: "Coloro che sono interessati all'Aldil non possono dare importanza al mondo materiale. Alla stesso modo, coloro che sono coinvolti nel mondo materiale non possono essere interessati all'Aldil". Ma il sufi (per la dignit dell'Amore) incapace di occuparsi dell'uno o dell'altro di questi due mondi. Questa stessa idea espressa da Shebli che diceva: "Colui che muore per amore del mondo materiale, muore da ipocrita. Colui che muore per amore dell'aldil muore da asceta. Ma colui che muore per Amore della Verit muore da Sufi". Il Sufismo Il sufismo una scuola di realizzazione etica mediante illuminazione interiore e non mediante ragionamenti intellettualistici; implica rivelazione, testimonianza e non logica. Per Etica si intende la morale che trascende semplici convenzioni sociali; un modo di essere che la realizzazione degli Attributi di Dio. Spiegare cosa la Verit non facile. Le parole limitate come sono, non potranno mai esprimere la Perfezione dell'Assoluto, dell'Illiminato. Cos in coloro che sono imperfetti nascono dubbi e smarrimenti. Ma se non si pu esaurire l'acqua dell"oceano, vi si pu almeno smorzare la propria sete. I filosofi hanno scritto innumerevoli volumi e parlato senza fine della Verit , ma senza essere esaurienti. Per cui vedono solo una parte dell'Assoluto e non l'Infinito nella sua globalit . E' infatti vero che i filosofi vedono giusto; ma non che una parte dell'insieme. Unanimemente sappiamo che la parte corrisponde al tutto. A tale proposito ricordo la famosa storia, raccontata da Rumi, di un gruppo di Ind che non avevano mai visto un elefante. Un giorno, giunsero in un luogo in cui ce n'era uno. Nell'oscurit completa si avvicinarono all'animale e ognuno, dopo averlo toccato, descrisse ci che pensava di aver percepito. Naturalmente le descrizioni erano diverse. Coloro che avevano toccato la zampa dell'animale, pensavano fosse una colonna. Altri, che avevano toccato l'orecchio, dissero che era un ventaglio, altri ancora lo definirono dalla proboscide e cos via. Ciascuna delle descrizioni corrispondeva esattamente alle diverse parti che ognuno aveva toccato, ma la realt dell'insieme era ben lontana dai singoli concetti. Se avessero avuto una candela, le divergenza di opinioni non sarebbero emerse. La luce avrebbe rivelato nel suo insieme l'elefante. E' soltanto con la luce della Via spirituale e della Via mistica, che la Verit pu realmente essere conosciuta. L'individuo deve divenire testimonianza della Perfezione dell'Assoluto, perch possa vedere con la vista interiore di chi percepisce la Realt nella sua interezza. Questa testimonianza si manifesta quando si diventa perfetti, cio quando si perde la propria esistenza parziale nel Globale. Se il tutto pu essere paragonato all'Oceano, e la parte a una goccia, il sufi dice che impossibile vedere l'Oceano con l'occhio della goccia. Tuttavia, quando la goccia si confonde con l'Oceano, pu vedere l'Oceano con l'occhio dell'Oceano. Come possibile raggiungere la perfezione? L'uomo dominato dai sensi e, se permane imprigionato dagli istinti abituali, si allontana dall'armonia e dunque si ammala. La sua malattia, causa alterazione dei sentimenti e, di conseguenza, pensieri e percezioni diventano incerti. Cos sia la fede che la conoscenza individuale della verit si allontanano dalla realt . Per poter progredire verso Perfezione, l'individuo deve, prima di tutto, cambiare il suo modo negativo di pensare e tramutare le sue passioni in virt. Perch ci avvenga bisogna armonizzarsi con la Natura Divina. Questa via d'Armonia (la Via Spirituale), consiste nella povert spirituale; nella devozione e nel ricordo constante di Dio; totalmente dimentico di s. In questo modo, l'individuo percepisce la Verit quale essa veramente. Ascetismo e astinenza nel sufismo Per poter percorrere la via, il sufi ha bisogno di energia che trae da una buona alimentazione. E' stato detto che tutto ci che il sufi mangia trasformato in qualit e luce. Mentere il nutrimento di coloro che sono schiavi dei propri desideri e turbamenti non far che aumentare le pulsioni egoistiche, allontanandoli ancora di pi dalla Verit. A questo proposito, Rumi ha scritto:
Costui mangia e solamente avarizia e invidia ne
risultano, E' allora chiaro che il Sufismo non fondato su pratiche ascetiche come l'astinenza dal cibo. Nella nostra scoula, al viaggiatore sulla via di Dio; viene consigliato di astenersi dal mangiare soltanto quando malato o preda delle passioni. In questo caso, il Maestro o la Guida Spirituale, lo autorizza ad astenersi dal mangiare per un certo lasso di tempo, consigliandogli di concentrarsi piuttosto su pratiche spirituali. In questo modo, l'eccesso trasmutato e l'essere interiore del viaggiatore diventa armonioso. Il darvisc potr cos continuare la sua difficoltosa ascesa verso l'Infinito. I filosofi che praticano l'induismo, credono che nel digiuno si trovi la forza necessaria per la purificazione dell'individuo. Nel sufismo, invece, la sola astinenza non basta a purificare l'individuo. E' vero che l'ascetismo e l'astinenza danno uno stato spirituale particolare, nel quale la percezione dell'individuo potrebbe essere acuita. Ma le nostre passioni potrebbero essere paragonate ad un drago, che diventa meno potente durante il digiuno, ma appena sazio, si rianima, diventa pi forte che mai e cerca di soddisfare i suoi desideri. Nel Sufismo per mezzo della Tariqat (la Via Spirituale) che le passioni vengono progressivamente purificate e trasformate in Attributi Divini, finch tutto ci che coercitivo dell'io individuale, scompare. Allora, tutto ci che resta il Perfetto, I'Io Divino. Ascetismo e astinenza, al confronto di un impresa cos precisa, sono praticamente senza valore. La via spirituale (Tariqat) La Tarigat il cammino, la Via attraverso la quale il sufi si pone in armonia con la Natura Divina. Come abbiamo detto, questa via comprende il "fagr", cio la povert spirituale, la devozione, e il ricordo continuo e disinteressato di Dio, che sono rappresentati dal Kherqe, investitura onorifica del discepolo. 1. La Poverta Spirituale (Faqr) E' contemporaneamente il sentimento di essere imperfetto e bisognoso e l'aspirazione alla Perfezione. Il Profeta Maometto diceva: " La povert spirituale il mio orgoglio ". E Dio rivel al Profeta: " Di, o Dio, accresci la mia vera conoscenza di Te "(Corano: Ta Ha; 144). Come indica quest'ultima frase, bench il Profeta avesse il compito onorifico della Profezia, era necessario che si sentisse povero e quindi desideroso di essere pi vicino all'Essenza di Dio. 2. L'Investitura Onorifica (Kherqe) Il Kherqe il mantello d'onore del darvisc. Esso simbolizza la Natura Divina e i Suoi Attributi. Alcuni hanno erroneamente pensato che il mantello possieda, di per s le propriet relativa agli Attributi Divini e hanno ritenuto che portandolo si divenga santi. Al contrario il fatto di portare un " abito spirituale ", non rende necessariamente spirituali. I sufi indossano ci che vogliono o ci che piace a loro, ma restando in armonia con ci che socialmente accettato. Ali, il primo Imam, diceva: " Il tuo abito non deve essere tale da provocare disprezzo, ammirazione o invidia" . perci non l'abito che fa il sufi, sono piuttosto i suoi atti e il suo stato interiore.
" Riposa sul trono del cuore, Il mantello tessuto con l'ago della devozione e col filo del Ricordo Permanente di Dio. Colui o colei che voglia essere onorato di questo mantello di povert deve, con devozione, sottomettersi ad una Guida Spirituale. La vera devozione attira il cuore dell'individuo verso il Beneamato. Ci implica un' attenzione continua alla Verit Reale e uno sforzo costante nel distogliere l'attenzione dal "s. L'indiscutibile sottomissione alla guida spirituale indispensabile. La guida, con mezzi spirituali, penetra nelle profondit dell'anima del discepolo, trasmutando le sue qualit negative liberandolo dalle impurit del mondo della pluralit . In altri termini, la guida prende l'ago della devozione dalle mani del discepolo e tesse per lui il mantello del sufi, con il filo del Ricordo Permanente di Dio. Solo allora per mezzo della Grazia del mantello dei Nomi e degli Attributi divini, il discepolo diventer un Uomo Perfetto. 3. RICORDO PERPETUO DI DIO (Zekr) Le forze dell'Unicit Assoluta, attraverso il canale della Divinit , possono manifestarsi negli esseri. Ogni essere secondo la sua capacit , beneficia di queste Forze Divine. Nell'ambito del linguaggio, le manifestazioni di queste forze o verit sono espresse dai Nomi Divini. Cos, per esempio: il Vivente (al-Hayy), che significa che la vita universale gli subordinata, e il Trascendente (al-Ali), che significa che la forza dell'universo gli appartiene. I Nomi Divini, nel ricordo continuo e permanente di Dio (zekr), sono prescritti dal Maestro della Via Spirituale, allo scopo di preservare i discepoli dal dominio dell'ego, dalle pulsioni naturali. Ma questo ricordo ha valore solo se tutti i sensi dell'individuo vengono a centrarsi totalmente sul Significato Reale di questi diversi Nomi. E' solamente per mezzo di una perfetta conoscenza del significato e della Verit di questi Nomi Divini che l'attenzione sull'io sparisce. Allora l'ego si purifica e si orna dagli Attributi Divini. Il poeta Maghrebi ha detto:
" Il Beneamato si manifest cos lungamente E' soltanto cos che la ripetizione dei Nomi Divini (litania o zekr) pu essere definita ricordo disinteressato di Dio. Il discepolo simile ad una macchina la cui energia proviene dalla devozione. questa macchina, con l'aiuto prezioso dello zekr, trasforma tutte le passioni in Attributi Divini. Gradualmente, l'io del discepolo sparisce e lascia il posto alla Natura Divina; solo allora il discepolo pu ricevere l'investitura del sufi. Il suo cuorre e la sua anima si illuminano della grazia degli Attributi Divini. In questo stato, il discepolo pronto a partecipare alla festa spirituale dei sufi che ha luogo nella " Taverna della Rovina " (Kharabà t). Questo lo stato spirituale del totale annullamento in Dio (fana). Ora il sufi percepisce direttamente i segreti della Verit . Come detto nel Corano (al-waqe'a, L'Avvenimento; LVI: 79): " Solo i puri possono provarla ". Puri, nel sufismo, sono chiamati gli esseri perfetti. Per poter dimostrare come si pratica il ricordo di Dio (zekr), prediamo l'esempio del " la el ha ella' ll h " che significa " non c' alcuna divinit oltre a Dio Unico ". I sufi si siedono, con le gambe incrociate o sui talloni, la mano destra posta al di sopra del ginocchio sinistro, e la mano sinistra sul polso destro. In questa posizione le mani e le gambe dell'individuo formano un "la" (no in arabo) che simbolizza la non esistenza del sufi di fronte al suo Beneamato. In questa posizione il sufi deve rinunciare a questo mondo, all'altro mondo e a s medesimo. Il "la" delle braccia comincia dall'ombelico e continua su sino al collo del discepolo. E' come un paio di cesoie, che simbolizzano il distacco; l'assenza della testa, del s, e la rinuncia della fede e dell'attaccamento all'esistenza limitata dell'individuo. Con la el ha (Dio), il sufi inclina la testa e la gira verso destra in un semicerchio. Questo chiamato arco dell'esistenza possibile (emkà n). Questa parola simbolizza la negazione o piuttosto la rinuncia alla credenza di tutto ciche non Dio o il mondo di emk n. " Altro all'infuori di Dio " nel sufismo significa ogni esistenze effimra, limitata e possibile; gli esseri umani si preoccupano di queste esistenze possibili al posto dell'Eternit che comprende il Necessario e l'Assoluto Reale di Dio. Allora, con ella ll h, inclina e volge la testa a sinistra. Questo chiamato arco della necessit (l'arco del vogiube) e simbolizza la realt del Necessario, la Realt Assoluta. La Manifestazione del Divino (Mazhariat) Poich le parole simbolizzano oggetti, conceti e realt, i sufi credono che coloro che iniziano a percorrere la Via (i discepoli) con l'aiuto del ricordo costante e con la completa attenzione al significato del ricordo do Dio, diventano la vera manifestazione del ricordo stesso; in altri termini ricordando costantemente e disintressatamente Dio, il sufi diviene Superiore e questo uno degli Attributi Divini. I sufi credono che ci sia un attributo Divino particolare che domina l'essere di ogni profeta e di ogni santo (wali), per cui si potrebbe dire che ciascuno di loro la manifestazione di una teofania particolare. Per esempio, i sufi considerano Mos come il simbolo di oluwy t (superiorit o aspetto trascedente della realt ), grazie alla capacit che aveva di indirizzarsi direttamente a Dio senza alcun intermediario. Nel Corano, Dio dice a Mos: " non temere nulla perch sei il Superiore " (Il Corano: Ta Ha; XX: 68). Ges la manifestazione della Profezia. In effetti, ancora bambino, esclam: " Dio mi diede il Libro e mi nomin suo inviato " (Il Corano: Maria; XIX: 30). Tutti i profeti incarnano l'Unita Divina e la Perfezione, ma il profeta Maometto ne la manifestazione suprema. E' il simbolo del Nome Superiore (al-A'zam). Il Suo Nome il pi glorificato di tutti i Nomi Divini, poich li comprende tutti. Perci Maometto l'incarnazione spirituale e la manifestazione dei Nomi Divini. Maometto stesso diceva: " La prima cosa che Dio ha creato era la mia Luce ". Inoltre, ogni profeta la manifestazione di un solo Attributo Divino, mentre tutti gli Attributi si ritrovano nel nome pi glorificato: il nome al-A'zam di cui Maometto era il simbolo. In altri termini, Maometto la manifestazione del Grande Nome. Cos, per il fatto che la sua manifestazione include tutti i Nomi, egli viene gerarchicamente prima di tutte le creature. per questa ragione ha detto: " Ero l'inviato di dio, quando Adamo era ancora fra acqua e fango ". SamÃ
Se non sei con il Beneamato, L'aspetto musicale ed estatico del sufismo si chiama sam . Il Sufi durante il suo rapimento spirituale, rivolge l'attenzione del suo cuore al Beneamato attraverso movimenti particolari, spesso con una musica speciale e ritmica ripetendo lo zekr. In questo stato di ebbrezza spirituale, il sufi paragonabile all'innamorato per eccellenza che non ha niente altro nella sua mente fuorch Dio. Con tutte le sue facolt attento al Beneamato ed totalmente distratto per tutto il resto e dimentico di s. Non tutti i discepoli sono autorizzati ad impegnarsi nel Sam . Soltanto la guida spirituale decide dell'opportunit di tale pratica. Pu perci prescrivere il Sam come un vero e proprio rimedio o talvolta proibirlo. La Santit (Welayat) Abbiamo detto sopra che il fine del Sufismo formare Uomini Perfetti che riflettano i Nomi e gli Attributi Divini. Nell Sufismo, l'Uomo Perfetto chiamato anche "Wali" (santo), parola che significa letteralmente "amico sincero"; tutti i profeti sono stati anche santi. Il grado spirituale di santit uno stadio che indica lo stato interiore dell'individuo, mentere il rango di profeta riflette la missione dell'individuo come inviato di Dio. La missine profetica di Maometto era contemporaneamente la Santit Assoluta e la Profezia. Ali pur non essendo un profeta ha raggiunto la stessa Sanitit Assoluta. Maometto diceva: " Ali ed io siamo della stessa luce " e Ali diceva: "Spiritualmente, sono sato con tutti i profeti". Per i grandi sufi, i santi comprendono i successori di Ali, nel suo ruolo politico-spirituale, come primo Imam sciita. Tra i santi ci sono anche i Grandi Maestri degli Ordini Sufi che hanno seguito la via esoterica tracciata da Ali. Questi Esseri di luce, ciascuno secondo la propria capacit, si sono dissetati alla fontana della Verit . Solo Dio conosce veramente i loro diversi livelli spirituali. In una delle tradizioni del profeta, (hadith), Dio dice: " I miei amici sono sotto il mio vessillo, nessun altro all'infuori di Me li conosce ". La maggior parte della gente non ha l'attitudine necessaria per conoscere i santi. Inolte, bisogna aggiungere e sottolineare che il contenuto non puoi mai conoscere il contenente. La vera conoscenza dei santi, che non una facolt facile o comune, proviene dall'essere consapevoli di avere una realt interiore. Un errore comune a molta gente credere che vivendo da eremita, si diventi santi. Mentere nella via del sufi, di Maometto e di Ali, si deve vivere in societ . Restare in isolamente, lontano dal contatto col mondo, non ha valore spirituale duraturo. Maometto diceva: " La fede di un credente non perfetta fino a che mille uomini di irreprensibile rettitudine non lo abbiano incolpato di ateismo ". Quello che voleva dire che la conoscenza divina di un credente perfetto al di l del livello della capacit di intendere della maggior parte della gente. Coloro che sentono parlare un tale Uomo Perfetto, premesso che non possono percepire la verit di ci che dice, lo tacciano di miscredenza. Un vero credente, un sufi, deve vivere nella societ , servirla e guidarla, deve essere il veicolo attraverso il quale la societ riceve la Grazia Divina. E' per questa ragione che l'accordarsi, l'adattarsi, e l'armonizzarsi con l'ambiente, l'essere in pace con il tutto sono requisiti basilari dell'Uomo perfetto. Tratto dal sito http://www.sufi.it/sufismo/sufi.htm
tratto dal sito: http://www.nimatullahi.org/it/WIS/WIS1.html l'Ordine Sufi NematullahiMediante
l'Amore, ho raggiunto un luogo -Dot. Javad Nurbakhsh Il Sufismo
la via verso Dio attraverso l'Amore. "Sufismo
una Via che conduce alla Verit e la Il Sufi
colui che si incammina verso la
l'Ordine Nematullahi Sufi un authentico ordine sufi in tratto dal sito: http://www.nimatullahi.org/it/WIS/WIS1.html tratto dal sito: http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Religioni/sufismo.html#6
Introduzione E' la corrente pi esoterica e mistica della religione islamica. Vivendo in una perfetta adesione all'istante presente e in un accettazione incondizionata della realt intesa come manifestazione di Dio, i santi e i saggi sufi arrivano a conoscere la pi alta realizzazione spirituale, accedono alla coscienza della realt ultima fino ad annullarsi in essa. Il sufismo la via che conduce dall'individuale all'universale, dal mondo delle apparenze all'Unit , alla Verit . I filosofi hanno scritto innumerevoli volumi e parlato senza fine della Verit, ma senza essere esaurienti. Per cui vedono solo una parte dell'Assoluto e non l'Infinito nella sua globalit. E' infatti vero che i filosofi vedono giusto; ma non che una parte dell'insieme. Unanimemente sappiamo che la parte corrisponde al tutto. A tale proposito ricordo la famosa storia, raccontata da Rumi, di un gruppo di Ind che non avevano mai visto un elefante. Un giorno, giunsero in un luogo in cui ce n'era uno. Nell'oscurit completa si avvicinarono all'animale e ognuno, dopo averlo toccato, descrisse ci che pensava di aver percepito. Naturalmente le descrizioni erano diverse. Coloro che avevano toccato la zampa dell'animale, pensavano fosse una colonna. Altri, che avevano toccato l'orecchio, dissero che era un ventaglio, altri ancora lo definirono dalla proboscide e cos via. Ciascuna delle descrizioni corrispondeva esattamente alle diverse parti che ognuno aveva toccato, ma la realt dell'insieme era ben lontana dai singoli concetti. Se avessero avuto una candela, le divergenza di opinioni non sarebbero emerse. La luce avrebbe rivelato nel suo insieme l'elefante. E' soltanto con la luce della Via spirituale e della Via mistica, che la Verit pu realmente essere conosciuta. L'individuo deve divenire testimonianza della Perfezione dell'Assoluto, perch possa vedere con la vista interiore di chi percepisce la Realt nella sua interezza. Questa testimonianza si manifesta quando si diventa perfetti, cio quando si perde la propria esistenza parziale nel Globale. Se il tutto pu essere paragonato all'Oceano, e la parte a una goccia, il sufi dice che impossibile vedere l'Oceano con l'occhio della goccia. Tuttavia, quando la goccia si confonde con l'Oceano, pu vedere l'Oceano con l'occhio dell'Oceano. La Storia e le Origini Sufismo, Movimento religioso di carattere mistico e ascetico sorto nel mondo islamico a partire dall'XI secolo, in prevalenza fra i sunniti, bench comprenda anche confraternite e membri sciiti che non assunse mai le caratteristiche settarie di altri gruppi, come, ad esempio, quello degli ismailiti. Per quanto gli adepti riconducano le origini del loro movimento all'epoca di Maometto, il termine che lo denota (Tasawwuf) comparve a Kufa, in Iraq, soltanto nel IX secolo, al tempo degli abbasidi. Esso sembra derivare dal termine arabo suf (da cui "sufismo"), che indica l'abito di lana grezza indossato dagli asceti musulmani. Alla fine del X secolo questa corrente aveva gi diffuso confraternite di seguaci da Bassora e da Baghdad, capitale abbaside, in tutto l'Iraq e nel resto del mondo islamico, dove rappresentava un tentativo di interpretazione mistico-esoterica della religione di Maometto. Da principio oggetto dell'ostilit delle correnti islamiche pi tradizionaliste, il movimento ottenne dal XII secolo un riconoscimento formale nell'ambito dell'ortodossia, soprattutto grazie all'operato e agli scritti di alcuni membri illustri provenienti dai ceti colti del sunnismo, come il pensatore al-Ghazali. Le Caratteristiche Il sufismo non prevede un sistema dottrinale omogeneo che lo caratterizzi precisamente rispetto alle altre correnti dell'Islam, e gli studiosi hanno attribuito ai diversi settori del movimento prospettive teologiche tendenti al monismo, al teismo o al panteismo. Un motivo unificante tra le varie dottrine dei sufi c' forse la convinzione di godere di una speciale relazione di elezione (walaya) con la divinit, grazie alla quale sarebbe possibile stabilire una forma di comunicazione con Dio al fine di ottenere la comunione spirituale e la conoscenza della verit divina (haqiqa). Fonte di questa potenzialit lo stato di grazia riservato da Dio stesso agli iniziati, che ne entrano in possesso mediante un lungo cammino di ascesi spirituale (maqamat) in varie tappe, da compiersi sotto la guida di un maestro (shaykh o pir) ritenuto capace di trasmettere al suo discepolo uno stato di benedizione soprannaturale (baraka). Tale benedizione sarebbe concessa alle generazioni future da Alì e dallo stesso Maometto per mezzo della successione autorevole (silsisla) di maestri illustri. L'esistenza del mondo, secondo i sufi, sarebbe garantita, in ciascuna generazione, dalla nascita di un maestro dotato della natura di "uomo perfetto" (qutb), la cui identit pu essere svelata solo a quanti abbiano raggiunto lo stato del distacco da s� (fana), della dipendenza da Dio (baqa), e della conoscenza (marifa). A differenza dell'imam degli sciiti, con il quale pure condivide alcuni aspetti essenziali, come i poteri soprannaturali e il ruolo di garante dell'esistenza dell'universo, l'"uomo perfetto" del sufismo non dipende da una particolare linea di discendenza familiare e non appare come figura isolata nella sua epoca; rappresenta, al contrario, il vertice di una gerarchia di maestri venerabili, dotati in qualche misura delle sue stesse facolt . I sufi, infatti, venerano come santi, accanto agli uomini perfetti, innumerevoli maestri del passato, fra i quali personaggi estranei alla loro dottrina e gli stessi imam sciiti. Grande importanza attribuita alla musica e alla poesia; per quanto riguarda l'amore profano e il vino, tendenzialmente demonizzati dalla tradizione islamica, essi vengono considerati esperienze simboliche dell'amore divino e dell'estasi mistica. Fra le principali confraternite attive dal XII secolo si possono citare quelle dei marabutti e dei senussi (Sanusiya), tuttora presenti in Africa settentrionale, quelle dei dervisci, e quelle che, nel XV e XVI secolo, si avvicinarono al movimento sciita, assumendo talora anche il carattere di ordine militare, come nel caso dei safavidi, dominatori di vasti territori nell'Iran dell'inizio del XVI secolo. Sam La citt santa di Konya, in Turchia, teatro di un rito che affonda le sue radici nel mistero: il sama estatico dei dervisci mevlevi, la confraternita sufi fondata da Gialal-ud-Din Rumi (Maulana Rumi) nel XIII secolo dell'era cristiana. Accanto al mausoleo che ospita il sepolcro di Rumi, i dervisci si esibiscono, davanti a un pubblico attonito, nella loro danza folle e vertiginosa.
Mentre il flauto e i tamburi cominciano a suonare, essi depongono la sopravveste nera, simbolo del basso, oscuro mondo in cui l'anima prigioniera e, canditi come aironi migranti verso una patria lontana, cominciano a ruotare senza posa sul perno di un piede. La mano destra, aperta verso il cielo, la coppa del cuore che accoglie la grazia divina. La sinistra, aperta verso terra, la sorgente di vita che comunica il divino influsso al mondo corruttibile di noi poveri mortali. L'alto copricapo a cilindro, nero o marrone, la pietra tombale che l'Iniziato pone sulle sue passioni terrene.Il cerchio dell'ampia gonna che, roteando, si schiude come una corolla, la sfera del cosmo che si avvolge all'infinito intorno al centro dell'universo. Lo scopo della danza (dhikr) generare uno stato di estasi rituale e accelerare il contatto tra la mente del Sufi e la Mente Cosmica di cui egli si considera parte.
Se non sei con il Beneamato, L'aspetto musicale ed estatico del sufismo si chiama sam�. Il Sufi durante il suo rapimento spirituale, rivolge l'attenzione del suo cuore al Beneamato attraverso movimenti particolari, spesso con una musica speciale e ritmica ripetendo lo zekr. In questo stato di ebbrezza spirituale, il sufi paragonabile all'innamorato per eccellenza che non ha niente altro nella sua mente fuorch Dio. Con tutte le sue facolt attento al Beneamato ed totalmente distratto per tutto il resto e dimentico di s. Non tutti i discepoli sono autorizzati ad impegnarsi nel Sam�. Soltanto la guida spirituale decide dell'opportunit di tale pratica. Pu perci prescrivere il Sam� come un vero e proprio rimedio o talvolta proibirlo. I Dervisci
Dervisci
(dal persiano darwish, "mendicante", parola simile
all'arabo faqir, "fachiro"), membri di alcune
confraternite del sufismo, diffuse soprattutto in Turchia e
in Iran e note per le pratiche mistiche. Alcuni dervisci
sono itineranti e vivono di elemosina, mentre altri vivono
in monasteri dedicandosi alla preghiera e all'ascesi; non
mancano infine confraternite di laici, che celebrano i loro
riti in occasioni particolari. Durante le cerimonie, spesso
pubbliche, gli adepti raggiungono l'estasi mistica con
tecniche suggestive (ad esempio infilandosi aghi nel corpo o
camminando sulle braci). La Perfezione L'uomo dominato dai sensi e, se permane imprigionato dagli istinti abituali, si allontana dall'armonia e dunque si ammala. La sua malattia, causa alterazione dei sentimenti e, di conseguenza, pensieri e percezioni diventano incerti. Cos sia la fede che la conoscenza individuale della verit si allontanano dalla realt . Per poter progredire verso Perfezione, l'individuo deve, prima di tutto, cambiare il suo modo negativo di pensare e tramutare le sue passioni in virt. Perch ci avvenga bisogna armonizzarsi con la Natura Divina. Questa via d'Armonia (la Via Spirituale), consiste nella povert spirituale; nella devozione e nel ricordo constante di Dio; totalmente dimentico di s . In questo modo, l'individuo percepisce la Verit quale essa veramente. Ascetismo e Astinenza Per poter percorrere la via, il sufi ha bisogno di energia che trae da una buona alimentazione. E' stato detto che tutto ci che il sufi mangia trasformato in qualit e luce. Mentere il nutrimento di coloro che sono schiavi dei propri desideri e turbamenti non far che aumentare le pulsioni egoistiche, allontanandoli ancora di pi dalla Verit . A questo proposito, Rumi ha scritto:
Costui mangia e solamente avarizia e invidia
ne risultano, E' allora chiaro che il Sufismo non fondato su pratiche ascetiche come l'astinenza dal cibo. Nella nostra scoula, al viaggiatore sulla via di Dio; viene consigliato di astenersi dal mangiare soltanto quando malato o preda delle passioni. In questo caso, il Maestro o la Guida Spirituale, lo autorizza ad astenersi dal mangiare per un certo lasso di tempo, consigliandogli di concentrarsi piuttosto su pratiche spirituali. In questo modo, l'eccesso trasmutato e l'essere interiore del viaggiatore diventa armonioso. Il darvisc potr cos continuare la sua difficoltosa ascesa verso l'Infinito. I filosofi che praticano l'induismo, credono che nel digiuno si trovi la forza necessaria per la purificazione dell'individuo. Nel sufismo, invece, la sola astinenza non basta a purificare l'individuo. E' vero che l'ascetismo e l'astinenza danno uno stato spirituale particolare, nel quale la percezione dell'individuo potrebbe essere acuita. Ma le nostre passioni potrebbero essere paragonate ad un drago, che diventa meno potente durante il digiuno, ma appena sazio, si rianima, diventa pi forte che mai e cerca di soddisfare i suoi desideri. Nel Sufismo per mezzo della Tariqat (la Via Spirituale) che le passioni vengono progressivamente purificate e trasformate in Attributi Divini, finch tutto ci che coercitivo dell'io individuale, scompare. Allora, tutto ci che resta il Perfetto, I'Io Divino. Ascetismo e astinenza, al confronto di un impresa cos precisa, sono praticamente senza valore. La Via Spirituale (Tariqat) La Tarigat il cammino, la Via attraverso la quale il sufi si pone in armonia con la Natura Divina. Come abbiamo detto, questa via comprende il "fagr", cio la povert spirituale, la devozione, e il ricordo continuo e disinteressato di Dio, che sono rappresentati dal Kherqe, investitura onorifica del discepolo. La Poverta Spirituale (Faqr)E' contemporaneamente il sentimento di essere imperfetto e bisognoso e l'aspirazione alla Perfezione. Il Profeta Maometto diceva: " La povert spirituale il mio orgoglio ". E Dio rivel al Profeta: " Di, o Dio, accresci la mia vera conoscenza di Te "(Corano: Ta Ha; 144). Come indica quest'ultima frase, bench il Profeta avesse il compito onorifico della Profezia, era necessario che si sentisse povero e quindi desideroso di essere pi vicino all'Essenza di Dio. L'Investitura Onorifica (Kherqe)Il Kherqe il mantello d'onore del darviscio. Esso simbolizza la Natura Divina e i Suoi Attributi. Alcuni hanno erroneamente pensato che il mantello possieda, di per s le propriet relativa agli Attributi Divini e hanno ritenuto che portandolo si divenga santi. Al contrario il fatto di portare un " abito spirituale ", non rende necessariamente spirituali. I sufi indossano ci che vogliono o ci che piace a loro, ma restando in armonia con ci che socialmente accettato. Ali, il primo Imam, diceva: " Il tuo abito non deve essere tale da provocare disprezzo, ammirazione o invidia" . perci non l'abito che fa il sufi, sono piuttosto i suoi atti e il suo stato interiore.
" Riposa sul trono del cuore, Il mantello tessuto con l'ago della devozione e col filo del Ricordo Permanente di Dio. Colui o colei che voglia essere onorato di questo mantello di povert deve, con devozione, sottomettersi ad una Guida Spirituale. La vera devozione attira il cuore dell'individuo verso il Beneamato. Ci implica un' attenzione continua alla Verit Reale e uno sforzo costante nel distogliere l'attenzione dal "s". L'indiscutibile sottomissione alla guida spirituale indispensabile. La guida, con mezzi spirituali, penetra nelle profondit dell'anima del discepolo, trasmutando le sue qualit negative liberandolo dalle impurit del mondo della pluralit. In altri termini, la guida prende l'ago della devozione dalle mani del discepolo e tesse per lui il mantello del sufi, con il filo del Ricordo Permanente di Dio. Solo allora per mezzo della Grazia del mantello dei Nomi e degli Attributi divini, il discepolo diventer un Uomo Perfetto. Il Ricordo Perpetuo di Dio (Zekr)Le forze dell'Unicit Assoluta, attraverso il canale della Divinit , possono manifestarsi negli esseri. Ogni essere secondo la sua capacit, beneficia di queste Forze Divine. Nell'ambito del linguaggio, le manifestazioni di queste forze o verit sono espresse dai Nomi Divini. Cos, per esempio: il Vivente (al-Hayy), che significa che la vita universale gli subordinata, e il Trascendente (al-Ali), che significa che la forza dell'universo gli appartiene. I Nomi Divini, nel ricordo continuo e permanente di Dio (zekr), sono prescritti dal Maestro della Via Spirituale, allo scopo di preservare i discepoli dal dominio dell'ego, dalle pulsioni naturali. Ma questo ricordo ha valore solo se tutti i sensi dell'individuo vengono a centrarsi totalmente sul Significato Reale di questi diversi Nomi. E' solamente per mezzo di una perfetta conoscenza del significato e della Verit di questi Nomi Divini che l'attenzione sull'io sparisce. Allora l'ego si purifica e si orna dagli Attributi Divini. Il poeta Maghrebi ha detto:
" Il Beneamato si manifest cos lungamente E' soltanto cos che la ripetizione dei Nomi Divini (litania o zekr) pu essere definita ricordo disinteressato di Dio. Il discepolo simile ad una macchina la cui energia proviene dalla devozione. questa macchina, con l'aiuto prezioso dello zekr, trasforma tutte le passioni in Attributi Divini. Gradualmente, l'io del discepolo sparisce e lascia il posto alla Natura Divina; solo allora il discepolo pu ricevere l'investitura del sufi. Il suo cuorre e la sua anima si illuminano della grazia degli Attributi Divini. In questo stato, il discepolo pronto a partecipare alla festa spirituale dei sufi che ha luogo nella " Taverna della Rovina " (Kharab�t). Questo lo stato spirituale del totale annullamento in Dio (fana). Ora il sufi percepisce direttamente i segreti della Verit . Come detto nel Corano (al-waqe'a, L'Avvenimento; LVI: 79): " Solo i puri possono provarla ". Puri, nel sufismo, sono chiamati gli esseri perfetti. Per poter dimostrare come si pratica il ricordo di Dio (zekr), prediamo l'esempio del " la el�ha ella' ll�h " che significa " non c' alcuna divinit oltre a Dio Unico ". I sufi si siedono, con le gambe incrociate o sui talloni, la mano destra posta al di sopra del ginocchio sinistro, e la mano sinistra sul polso destro. In questa posizione le mani e le gambe dell'individuo formano un "la" (no in arabo) che simbolizza la non esistenza del sufi di fronte al suo Beneamato. In questa posizione il sufi deve rinunciare a questo mondo, all'altro mondo e a s medesimo. Il "la" delle braccia comincia dall'ombelico e continua su sino al collo del discepolo. E' come un paio di cesoie, che simbolizzano il distacco; l'assenza della testa, del s, e la rinuncia della fede e dell'attaccamento all'esistenza limitata dell'individuo. Con la el�ha (Dio), il sufi inclina la testa e la gira verso destra in un semicerchio. Questo � chiamato arco dell'esistenza possibile (emk�n). Questa parola simbolizza la negazione o piuttosto la rinuncia alla credenza di tutto ci che non Dio o il mondo di emk�n. " Altro all'infuori di Dio " nel sufismo significa ogni esistenze effimra, limitata e possibile; gli esseri umani si preoccupano di queste esistenze possibili al posto dell'Eternit che comprende il Necessario e l'Assoluto Reale di Dio. Allora, con ella ll�h, inclina e volge la testa a sinistra. Questo chiamato arco della necessit (l'arco del vogiube) e simbolizza la realt del Necessario, la Realt Assoluta. La Santit (Welayat) Abbiamo detto sopra che il fine del Sufismo formare Uomini Perfetti che riflettano i Nomi e gli Attributi Divini. Nell Sufismo, l'Uomo Perfetto chiamato anche "Wali" (santo), parola che significa letteralmente "amico sincero"; tutti i profeti sono stati anche santi. Il grado spirituale di santit uno stadio che indica lo stato interiore dell'individuo, mentere il rango di profeta riflette la missione dell'individuo come inviato di Dio. La missine profetica di Maometto era contemporaneamente la Santit Assoluta e la Profezia. Ali pur non essendo un profeta ha raggiunto la stessa Sanitit Assoluta. Maometto diceva: " Ali ed io siamo della stessa luce " e Ali diceva: "Spiritualmente, sono sato con tutti i profeti". Per i grandi sufi, i santi comprendono i successori di Ali, nel suo ruolo politico-spirituale, come primo Imam sciita. Tra i santi ci sono anche i Grandi Maestri degli Ordini Sufi che hanno seguito la via esoterica tracciata da Ali. Questi Esseri di luce, ciascuno secondo la propria capacit, si sono dissetati alla fontana della Verit. Solo Dio conosce veramente i loro diversi livelli spirituali. In una delle tradizioni del profeta, (hadith), Dio dice: " I miei amici sono sotto il mio vessillo, nessun altro all'infuori di Me li conosce ". La maggior parte della gente non ha l'attitudine necessaria per conoscere i santi. Inolte, bisogna aggiungere e sottolineare che il contenuto non pot mai conoscere il contenente. La vera conoscenza dei santi, che non una facolt facile o comune, proviene dall'essere consapevoli di avere una realt interiore. Un errore comune a molta gente credere che vivendo da eremita, si diventi santi. Mentere nella via del sufi, di Maometto e di Ali, si deve vivere in societ . Restare in isolamente, lontano dal contatto col mondo, non ha valore spirituale duraturo. Maometto diceva: " La fede di un credente non perfetta fino a che mille uomini di irreprensibile rettitudine non lo abbiano incolpato di ateismo ". Quello che voleva dire che la conoscenza divina di un credente perfetto al di l del livello della capacit di intendere della maggior parte della gente. Coloro che sentono parlare un tale Uomo Perfetto, premesso che non possono percepire la verit di ci che dice, lo tacciano di miscredenza. Un vero credente, un sufi, deve vivere nella societ , servirla e guidarla, deve essere il veicolo attraverso il quale la societ riceve la Grazia Divina. E' per questa ragione che l'accordarsi, l'adattarsi, e l'armonizzarsi con l'ambiente, l'essere in pace con il tutto sono requisiti basilari dell'Uomo perfetto La Purificazione e i suoi stadi
Gli stadi della Purificazione sono i seguenti:
1. L'io
svuotato da s stesso (L'eliminazione o takliy). Questi stadi si manifestano nel corso del ricordo disinteressato di Dio (zekr). Il primo stadio, l'essere svuotato di s stesso, implica il rigetto delle qualit negative, delle passioni che vengono dall'io egoista. Il secondo stadio, quello dell'io illuminato, implica svuotare il cuore e l'anima dalle impurit . Nel terzo stadio, l'essere interiore dell'individuo si adorna degli Attributi Divini. Finalmente l'essere interiore del discepolo diventa completamente colmo degli Attributi della Verità -Reale, nella misura in cui non c' pi alcun segno della propria esistenza limitata. Questo quarto stadio chiamato " l'io scomparsa " (fan�). Un poeta sufi ha detto:
Ho pensato a Te cos spesso Il discepolo attraverso questi gradi di purificazione, viaggia sulla Via interiore, la Via spirituale (Tariqat). Ma egli (o ella) pu fare questo viaggio solo seguendo i doveri e gli obblighi della religione. Dopo aver percorso questa via, il discepolo diventa un Uomo Perfetto e arriva alla soglia della Verit (Haqiqat). Maometto ha detto: " La shari'at la mia parola, la tariqat le mie azioni e l'haqiqat il mio stato ". Si potrebbe considerare il viaggio attraverso l'haqiqat, attraverso la Verit come una formazione nell'Universit Divina, la " Taverna della rovina " (Kharabat). In questo reale centro di studi superiori non ci sono professori, la sola guida dello studente l'Amore Assoluto. Qui L'Amore il solo maestro, il solo programma di studi, ma anche l'essere interiore dell'individuo. Prima del suo ingresso in questa Universita, un individuo perfetto potrebbe essere ancora definito. Ma una volta entrato nella Realt�, egli diventa indefinibile, al di l mondo delle parole.
Fino alla riva dell'Oceano del fan� Se gli domandate il suo nome, come Bayazid, risponder E' da molto tempo che l' ho perduto. Pi lo cerco, meno lo trovo ". Se gli chiedete della sua religione, come Rumi, risponder:
"La via di un innamorato Se gli domandate come sta, come Bayazid risponde: " Non c' che Dio sotto il mio mantello ". Se parlasse come Hallaj, potreste sentirlo cantare: " Sono la Verit " (Ana'l-Haqq). BibliografiaTratto dal sito: http://it.wikipedia.org/wiki/Sufismo Testi introduttivi in italiano:
Introduzioni di autori musulmani e simpatizzanti:
Studi classici sull'argomento:
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